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Costanzo Crizi
I libri dei nipoti del Cardinale: Costanzo Crizi
Monica Bocchetta
Scarse le notizie sul nipote del cardinale
Costanzo Torri
appartenente alla famiglia sarnanese dei Crizi, alcuni esponenti della quale risultano insigniti del titolo di cavalieri di
Santo Stefano.
Negli anni 1620-1621 si trovava a Bologna dove era studente presso l'Archiginnasio
di Bologna (cod. E 137), il celebre Studium pubblico. Nel 1622 fu
ammesso al Collegio serafico San Bonaventura di Roma, lo Studio nel quale i migliori studenti dell'Ordine si potevano perfezionare nella
teologia. Conseguì il titolo di sacrae theologiae doctor il 19 giugno 1625 e venne avviato alla carriera di insegnate già nello
stesso anno ottenendo il ruolo di docente (lector) di filosofia presso l'importante sede di Venezia. Purtroppo le non buone
condizioni di salute lo obbligarono ad abbandonare l'incarico già il 25 ottobre 1626, data in cui fu sostituito dal padre maestro Ottavio
da Corridonia. Il 2 luglio 1627 si trovava presso il convento di Assisi. In data non precisabile tornò a Sarnano dove morì il 19 maggio 1653
(Ancona, Curia provinciale OFMConv, Archivio Parisciani).
La Biblioteca comunale di Sarnano conserva 5 manoscritti e 48 edizioni a lui appartenute (di cui 1 incunabolo, 39 cinquecentine e
8 secentine), tutti di argomento filosofico e teologico. Si tratta di testi impiegati per le attività di studio, diversi acquistati
durante i soggiorni di Bologna e Roma, tra i quali si nota la presenza di autori che tradizionalmente venivano consigliati nei programmi
per i corsi di filosofia e teologia, come Johannes Duns Scoto ,
Franciscus de Mayronis
e Pierre Tartaret , ed i più moderni
Giacomo Marotta ,
Francisco Toledo e Costanzo Torri.
Di quest'ultimo, peraltro, mentre era studente a Bologna nel 1621, trascrisse (cod. E 137)
la Lectura super primum Sententiarum ovvero il testo di una delle lezioni che il cardinal Sarnano
tenne mentre era professore di teologia presso lo Studio di Perugia (1564). Attestano inoltre un certo interesse per la lingua greca
le Institutiones in Graecam linguam di Nicolas Cleynaerts e gli Erotemata Guarini
curati da Manuel Chrysoloras .
Conformemente all'antica consuetudine francescana, Costanzo Crizi contrassegnò i volumi della sua collezione apponendovi il proprio nome
con una nota manoscritta ad inchiostro prevalentemente nelle parti preliminari, come le carte di guardia ed il frontespizio, a volte con
elegante grafia posata,
più spesso in corsivo.
Personalizzò, inoltre, i suoi volumi aggiungendo come ex libris il disegno ad inchiostro di un serafino,
simbolo francescano che figurava peraltro nello stemma comunale di Sarnano e che venne per tale duplice valore religioso e civico scelto
anche dal celebre zio come emblema del suo stemma. L'immagine del serafino può trovarsi
sul dorso,
sulle carte di guardia,
sul frontespizio ed addirittura sul colophon dei libri, a volte combinata
con altri elementi decorativi.
Appose anche un diverso ex libris su alcuni volumi: un timbro ovale ad inchiostro nero di cui sono rilevabili due versioni.
Su entrambi la scritta “Frater Constantius Critius d(e)
S(arnano” corre attorno ad uno stemma sormontato da un angelo.
Nel primo e più diffuso all'interno dello stemma si hanno a sinistra un serafino e
a destra una stella a sei punte sotto la quale un braccio disteso tiene in mano un'asta che bipartisce in palo il campo.
Nell'altro, testimoniato solo nel cod. E 137, l'asta, sulla cui sommità si vede
una bandiera triangolare, è retta da un braccio piegato.
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